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Protesta, simboli, immagini e colori: Banksy e la sua tappa milanese (non autorizzata) by Salvatore Nicola

  25 Mar, 2019

O si ama o si odia, un po’ come le uggiose giornate invernali. Tra critiche, sold-out online e code in biglietteria Bansky, con la sua mostra unauthorized, è uno dei protagonisti della primavera di Milano e lo sarà fino al 14 aprile. Il MUDEC – Museo delle culture urbane – di Milano ospita “The Art of Banksy, a visual protest”. Inutile negarlo, nelle sale dello spazio milanese si respira dinamicamente la misson dello street-artist dall’identità celata e la sua satirica interpretazione di tematiche universali, dalla politica alla cultura. Divertenti e brillanti, dalla semplice comprensione e adatti a tutte le età, in mostra oltre 70 tra prints numerati, dipinti, oggetti e fotografie, tutti provenienti da collezioni private certificate. 

La mostra è un percorso ideologico, storico e socio/culturale all’interno della vita e visione di Banksy dell’arte come strumento di comunicazione e protesta eccezionale. Si parte con i “movimenti” ispiratori con quello Situazionista dei decenni Cinquanta e Sessanta fino alla toccante e riflessiva area che vede l’industria bellica in scena con i suoi “giochi da guerra”. Protagonista anche la religione, lo sfruttamento e usurpazione del territorio con la sua vernice e pennelli dal tocco inconfondibile e iconico. 

 

Dinamica sociale per eccellenza è, invece, il consumismo. La vera felicità è qui resa da beni materiali e da un costante istinto umano atto nel voler avere, possedere e ottener. Ecco l’unica fonte di felicità.

 

Sarà il fascino del non autorizzato, così come ribadito sul sito ufficiale dell’artista, o il fascino del brand Banksy che muove folle di spettatori da tutta Italia a recarsi alla (non) sua mostra. 

 

 

 

Per info e biglietti consultare il sito ufficiale del Mudechttp://www.mudec.it/ita/